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Bere alcol fa ingrassare? Ecco qual è il vero effetto dell’alcol sul nostro peso e sulla nostra salute

Ma è vero che bere alcol fa ingrassare?

Questa è la domanda che spesso, durante le visite, i miei pazienti mi rivolgono per capire se possono inserire gli alcolici nei pasti, o fuori pasto, durante il loro percorso alimentare.

Culturalmente, l’alcol crea aggregazione e convivialità, quotidianamente a molti piace accompagnare i pasti con qualche bicchiere. Ma qual è il vero effetto dell’alcol sul nostro peso e, più in generale, sulla nostra salute?

Lo vediamo in questo articolo per capire se è vero che bere alcol fa ingrassare, come può influenzare il nostro organismo e come poterlo inserire nella nostra alimentazione per poterne godere senza rischi di arrecare danni.

Perché bere l’alcol può farci ingrassare?

Al di là di ogni fattore culturale e del piacere di bere del buon vino durante i pasti, bisogna riconoscere all’alcol le sue effettive proprietà.

A tal proposito, chiariamo che l’alcol è un blando tossico epatico che crea dipendenza poiché, come vedremo in seguito, agisce sui sistemi di ricompensa nel nostro cervello come molte altre droghe ma, ovviamente, è la dose che fa il veleno.

In estrema sintesi, l’eccesso di alcol

  • è tossico per il fegato
  • e fa ingrassare, non tanto per il suo contenuto calorico quanto piuttosto per la sua capacità di generare resistenza insulinica mediante un processo ormonale complesso.

Ma attenzione: se è vero che un grammo di alcol equivale a 7 kcal, più vicino quindi alle kcal di un grammo di grasso che a quelle di uno zucchero, tutti gli alcolisti sarebbero obesi, e invece non è così.

È evidente, quindi, che c’è qualcosa di ben più complesso che causa l’ingrassamento, indipendentemente dalle kcal introdotte.

Peraltro, spesso i fenomeni tossici antinutrizionali indotti dall’abuso di alcol diventano causa di deperimento nel tossicodipendente.

Il motivo per cui bere alcol fa ingrassare alcune persone non dipendenti, dobbiamo cercarle nel rapporto tra l’alcol e le molecole coinvolte nell’aumento di peso:

  • Dopamina
  • Galanina
  • Grelina
  • Resistina
  • Leptina

Dopamina e Galanina sono associate alla dipendenza e quindi alla ricerca compulsiva di alcolici; la Grelina è uno dei responsabili del rallentamento del metabolismo e della ricerca compulsiva della sostanza; Resistina e Leptina inducono il rallentamento metabolico e l’accumulo di tessuto grasso.

Approfondiamo le loro funzioni.

La Dopamina e il sistema di ricompensa

All’interno del nostro cervello sono presenti gruppi di neuroni che rispondono alla presenza di dopamina o ne producono regolando il sistema del piacere che si scatena in seguito a determinate nostre azioni.

Questo sistema complesso viene chiamato “sistema dopaminergico”, responsabile del processo della ricompensa.

Per rendere l’idea di quanto sia potente questo sistema ricordiamo uno studio condotto nel 1954 dai due neurologi Olds e Milner. Lo studio prevedeva l’impianto in due topi di elettrodi intracranici capaci di stimolare i centri del piacere (dopaminergici).

I topi avevano la possibilità di autostimolare gli elettrodi con una semplice levetta. Il risultato? Le cavie raggiunsero una valore di 7000 stimolazioni l’ora e non c’era nient’altro che li potesse interessare o stimolare: cominciarono a ignorare la fame, la sete e i bisogni primari. L’esperimento si concluse con il ritiro dei ratti dalla scatola per evitarne la morte.

Purtroppo sono molte le sostanze capaci di stimolare questi centri, tra cui l’alcol, il tabacco e le classiche droghe d’abuso.

La Galanina

La Galanina è un entero-neuropeptide, una molecola capace di esprimere i propri effetti a livello cerebrale e, in particolare, a livello ipotalamico. In particolare, stimola la fame verso cibi ad alto indice glicemico e ad alto contenuto calorico come l’alcol.

Secondo i ricercatori, la produzione di Galanina è geneticamente determinata in relazione all’ambiente che ci circonda.

I popoli Europei, infatti, mostrano una configurazione genetica che induce una forte secrezione di Galanina che, come confermano i ricercatori, potrebbe essere associata a un processo evolutivo. Il clima rigido dell’Europa preistorica ha contribuito a selezionare un genotipo che aumentasse la tendenza ad assumere cibo molto calorico attraverso la produzione di Galanina per garantire la sopravvivenza.

Al contrario, i popoli asiatici non esposti a temperature così rigide sono caratterizzati da un genotipo che determina una minore produzione di questa molecola.

In poche parole, più si consuma cibo ipercalorico (per esempio alcol) più si stimola la produzione di Galanina, contribuendo all’instaurarsi di un circolo vizioso che, nelle condizioni attuali – ben lontane da quelle preistoriche – favorisce l’accumulo di tessuto grasso e conseguente obesità.

Grelina: l’ormone della fame

La grelina è una interleuchina prodotta dallo stomaco, in grado di

  • stimolare il senso di fame quando lo stomaco è vuoto
  • indurre un rallentamento metabolico.Uno studio italiano che ha coinvolto diverse università, ha dimostrato una forte correlazione tra assunzione di alcol e livelli di grelina:
  • all’aumentare dell’assunzione di alcol, aumentano i livelli di grelina prodotta.Non è ancora del tutto chiaro come queste due molecole possano influenzarsi, ma è certo che all’aumentare dei livelli di grelina indotta dall’assunzione di alcolici, aumenta il senso di fame e si riduce il metabolismo.Tutti questi sistemi di rinforzo hanno il risultato finale di farci ingrassare.

Resistina e Leptina

La prima descrizione della Resistina si deve a Mitchell Lazar del Diabetes Center dell’Università della Pennsylvana.

Questa molecola è una adipochina capace di ridurre l’effetto dell’insulina a livello dei tessuti bersaglio. Il fisiologico ruolo dell’insulina è quello di regolare il metabolismo degli zuccheri da parte del muscolo e del fegato e, nel caso l’organismo non necessiti di ulteriore energia, di convertirlo in tessuto grasso.

La Resistina riduce l’efficacia dell’insulina determinando la cosiddetta “resistenza insulina”. In questa condizione, per avere lo stesso effetto l’organismo è costretto a produrre maggiori quantitativi di insulina stimolando ulteriormente il deposito di tessuto adiposo.

Un lavoro del 2009 dell’Università di Bratislava documenta come il consumo cronico di alcol sia correlato a un innalzamento dei livelli di resistina promuovendo resistenza insulinica, condizione che predispone all’obesità.

Come se non bastasse è coinvolta un’ulteriore adipochina, molecola prodotta da tessuto grasso chiamata Leptina. La leptina agisce a livello encefalico segnalando un senso di sazietà e bloccando la fame.

Ma perché allora gli obesi introducono molto cibo? La leptina non agisce? In questo caso il cervello si adatta ai normali livelli di leptina prodotta venendosi a instaurare una condizione definita “Resistenza Leptinica”, condizione in cui la leptina prodotta non fornisce più un corretto segnale di sazietà.

Ebbene, l’assunzione di alcolici stimola l’iper produzione di leptina facilitando una resistenza leptinica e modificando il corretto segnale di fame e sazietà.

In conclusione,

bere alcol fa ingrassare quando il consumo costante di alcolici può modificare pesantemente i nostri principali assi ormonali capaci di regolare il senso di fame e sazietà.

Se il nostro obiettivo è quello di mantenerci in forma senza perseguire diete troppo ipocaloriche, è necessario preservare gli assetti ormonali lasciando agire la leptina, ridurre la resistina, grelina e galanina.

L’assunzione costante di alcolici lavora del tutto nella direzione opposta. Pertanto, un individuo sano potrà consumare piccole quantità di alcol senza mai sconfinare nell’abuso.