Quali sono i Disturbi del Comportamento Alimentare e con quali sintomi si manifestano?
Molto più frequenti di quanto possiamo immaginare questi disturbi, conosciuti anche come disturbi dell’alimentazione, sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo.
Importante conoscere i segnali attraverso i quali si manifestano i DCA, per poterli individuare e prendere provvedimenti.
Quali sono i Disturbi del Comportamento Alimentare?
I disturbi del comportamento alimentare insorgono principalmente durante l’adolescenza e colpiscono prevalentemente il sesso femminile con un’incidenza del 95,5% rispetto al sesso maschile.
I principali disturbi alimentari sono:
- Anoressia nervosa
- Bulimia nervosa
- Disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED).
Molto importante è riconoscere i comportamenti tipici dei disturbi alimentari.
I comportamenti tipici dei DCA
I disturbi dell’alimentazione sono presto riconoscibili da alcuni segnali cui prestare attenzione:
- Diminuzione dell’introito di cibo
- Digiuno (meglio conosciuto come astinenza volontaria)
- Abbuffate (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo),
- Vomito
- Uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso
- Intensa attività fisica
- Sminuzzamento del cibo e asciugare le pietanze che contengono condimenti.
Tutte queste azioni vengono messe in atto per sopperire a un’emozione legata a eventi passati che a lungo andare hanno causato disagio e malessere psichico.
Il controllo del cibo e del peso aiutano la persona a concentrarsi su cose diverse dal suo stato d’animo e dalle proprie difficoltà, ponendo attenzione su fattori che si pensa si possano controllare, come il peso corporeo e alimentazione.
Questi sintomi, però, causano a loro volta ansia e innescano un circolo vizioso che genera atteggiamenti autodistruttivi e anche pericolosi.
Le ossessioni da disturbi alimentari
I disturbi alimentari portano con sé diverse forme che potremmo definire “ossessive” per la loro ripetitività data dalla ricerca compensatoria dell’ansia generata dal controllo del peso.
Solitamente dopo i pasti, soprattutto quelli obbligati, si ricorre a una intensa attività sportiva per bruciare le calorie ingerite, imponendosi esercizi o corsa per un numero prestabilito di minuti a una determinata intensità.
Anche l’attività fisica è un modo per diminuire l’ansia che sale dopo il pasto e non durante, ma allo stesso tempo, in questa condizione di obbligo autoimposto, ne aumenta la portata.
Per le persone che soffrono di bulimia, invece, il vomito autoindotto prende il posto dell’esercizio fisico.
Quando le riserve energetiche non permettono più lo svolgimento dell’attività fisica, si riducono ulteriormente le porzioni di cibo per evitare l’aumento ponderale, provocando un forte senso di fame che, dopo qualche giorno, sfocia in abbuffate di cibo di qualsiasi natura e tipo.
Quest’ultima azione provoca un gran senso di colpa che impone ulteriore esercizio fisico, uso di lassativi e digiuno che, a sua volta, provoca un’altra abbuffata dando vita a un circolo vizioso che si autoalimenta.
Disturbi dell’Alimentazione: Tutto ruota intorno al cibo e alla paura di ingrassare
Soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge non solo la vita di una persona che ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali, ma provoca anche un progressivo stato di prostrazione e di sofferenza fra i più diretti familiari.
Per chi ne soffre, tutto ruota attorno al cibo e alla paura di ingrassare.
Azioni che prima sembravano banali ora diventano difficili e motivo di ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici, partecipare a un compleanno o a un matrimonio.
Spesso i pensieri sul cibo assillano il soggetto anche quando non è a tavola, ad esempio a scuola o sul lavoro; terminare un compito può diventare molto difficile perché nella testa sembra che ci sia posto solo per i pensieri su cosa si può mangiare, sulla paura di ingrassare e dover fare attività sportiva a tutti i costi.
Alterazione dell’immagine corporea
Una caratteristica molto comune in chi soffre di un disturbo alimentare è l’alterazione dell’immagine corporea, ben definita in letteratura scientifica a partire dagli studi di Paul Schilder nel 1935.
Inizialmente la perdita di peso incrementa l’autostima, ulteriormente rafforzata dai complimenti di amici e familiari che possono innescare un pericoloso processo di rinforzo del comportamento.
Con il tempo, infatti, la percezione che la persona ha del proprio aspetto – ovvero il modo in cui nella sua mente si è formata l’idea del proprio corpo e delle proprie forme – sembra influenzare la sua vita più della sua immagine reale.
Spesso chi ne soffre, non riesce a giudicare il proprio fisico in modo obiettivo: l’immagine che rimanda lo specchio è ai loro occhi quella di una ragazza coi fianchi troppo larghi, con le cosce troppo grosse e con la pancia troppo “grande”, anche se gravemente sottopeso.
Inoltre è frequente la tendenza al perfezionismo e ai pensieri dicotomici (o tutto, o niente). Quest’ultimo è una delle cause delle abbuffate: dopo ore e giorni di digiuno, presi dalla fame, ci si concede di mangiare mezza mela (una è troppa), pensando di meritarla “visto che sono stata brava i giorni scorsi”, ma considerando il fatto che ormai l’introduzione di cibo è avvenuta, si mangia con esagerazione gli alimenti disponibili, soprattutto carboidrati e grassi (alimenti di cui ci si priva nei giorni e nelle ore precedenti).
Accade molto di frequente che la malattia “cambi volto” passando da anoressia a binge o bulimia, o viceversa; in fondo, questi tre disturbi, anche se con conseguenze diverse, derivano dallo stesso problema e con le medesime difficoltà.
Disturbi alimentari e patologie psichiatriche
Spesso il disturbo alimentare è associato ad altre patologie psichiatriche, in particolare alla depressione, ma anche ai disturbi d’ansia, all’abuso di alcool o di altre sostanze, al disturbo ossessivo-compulsivo e ai disturbi di personalità.
Questo tipo di disturbi occupano uno spazio molto particolare nell’ambito della psichiatria poiché, oltre a “colpire” la mente e quindi a provocare un’intensa sofferenza psichica, essi coinvolgono anche il corpo con delle complicanze fisiche talvolta molto gravi.
Supporto e Trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione
Solo una ridotta percentuale di persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione chiede aiuto. Inoltre bisogna considerare che la malattia passa inosservata soprattutto durante le prime fasi.
Ecco perché è bene conoscerne ogni segnale, anche il più recondito, per intervenire tempestivamente nel dare il giusto supporto alla persona affetta da disturbi alimentari.
Per il trattamento dei disturbi dell’alimentazione nei casi più estremi è necessario ricorrere al ricovero in strutture specializzate, dove medici specialisti adottano una terapia psico-nutrizionale.
Il percorso intrapreso è caratterizzato da una psicoterapia individuale, di gruppo e familiare, e da una terapia nutrizionale con piani alimentari che hanno l’obiettivo di correggere le abitudini alimentari sbagliate e di contrastarne o ridurne i sintomi con il conseguente raggiungimento del peso forma.

